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I livelli più alti di CBD per la cannabis light? Facciamo un po’ di chiarezza

Con il proliferare del mercato della cannabis light, assistiamo al debutto sul mercato di prodotti con livelli di CBD dichiarati al di sopra o vicini al 20%. Saranno veri? Avete mai visto un’analisi di laboratorio con tanto di riferimenti del laboratorio stesso? Ci sarà un motivo…

Nell’ultimo periodo sono spuntate come funghi tantissime nuove aziende che commercializzano fiori di CBD, anche se é un mercato nuovo in Italia e solo da pochi mesi si sta delineando, abbiamo giá assistito a speculazioni e falsitá che altro non fanno che danneggiare clienti e commercianti.

Cerchiamo di chiarire cosa sono e come funzionano le percentuali dei principi attivi contenuti nei fiori essicati di CBD.

Partendo dal presupposto che come un intenditore di vino non sceglie cosa bere valutando solo la percentuale alcolica, anche chi vuole scegliere un buon fiore di CBD non puó basarsi esclusivamente sulle percentuali dei cannabinoidi presenti, ma bensí su una serie di fattori, primi fra i quali il profumo e l’aspetto.

Detto questo, se il THC (Tetraidrocannabinolo) é il responsabile dell’effetto psicoattivo e nei fiori attualmente venduti in Italia é presente in percentuali bassissime (0,2-0,6%), il CBD (Cannabidiolo), seconda principale molecola, é il principale responsabile di tanti effetti terapeutici riscontrati nei recenti studi; rilassa, aiuta il sonno, allevia i dolori e viene spesso utilizzato anche in terapie piú serie, é totalmente legale e nei fiori attualmente venduti in Italia é presente in alte percentuali.

Alcune ditte, sia Svizzere che Italiane, pensando di essere furbe, hanno messo in vendita fiori dichiarando percentuali altissime di CBD(20-40%), ovviamente senza mettere a disposizione del pubblico le regolari analisi, svolte da laboratori italiani autorizzati e chiaramente leggibili e comprensibili da tutti, oppure mettendone in giro di fasulle o poco chiare, probabilmente pensando di aumentare il pubblico millantando di avere un prodotto migliore. Sicuramente non una buona strategia commerciale, ma soprattutto un modo per creare confusione in un ambito dove di confusione ce n’é giá tanta.

La percentuale di CBD presente nei fiori, attualmente, non supera il 15-18%, infatti, anche in California, tra gli strain con piú alto CBD ne troviamo alcuni con un rapporto di THC:CBD di 1:20, quindi con 1% di THC si arriva ad avere 20% di CBD.

Essendo in Italia legale un tasso di THC al di sotto dello 0,6%, se la matematica non é un opinione, il CBD puó arrivare al 8-15% massimo, a seconda dello strain.
Chiarito questo dobbiamo anche imparare come leggere le analisi;

Spesso viene mostrato un foglio con la percentuale di CBD e di CBDA e sotto la somma dei due come risultato del CBD totale……..ma non funziona cosí;
Il CBD TOTALE si calcola con questa semplice formuletta;

CBD + (CBDA x 0,877).

Le percentuali dei cannabinoidi quindi non sono tutto e un buon fiore, pieno, compatto e ricco di terpeni spesso dice di piú di un foglio pieno di numeri, ma se ci tenete a conoscerle, ora sapete come fare.

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